Ti racconto di… Alberto

Oggi ti racconto la storia di Alberto

Era un mercoledì di Aprile, quel giorno avevo ricevimento in studio dal medico con cui collaboro da 13 anni, quindi, come accade tutte le volte, in quei giorni trascuro il telefono per via della notevole mole di lavoro da gestire.

In occasione di una disdetta, ebbi il tempo di verificare le notifiche di whatsapp, tra le quali trovai una richiesta di informazioni. Come mia abitudine chiamai. Ho sempre pensato che una la telefonata, quando non si può parlare faccia a faccia, è il metodo più giusto per conoscersi senza malintesi.

“ Salve, la contatto in merito alla sua richiesta di informazioni. Come posso aiutarla?”

“ Buonasera, vorrei avere dei chiarimenti in merito a indicazioni e costi di una tricopigmentazione per coprire una cicatrice. Il mio medico mi ha suggerito questo tipo di trattamento”

“ Il suo medico? Che piacere! Lo conosco?”

“ Non credo, io abito a Trapani, dopo la risposta del medico ho contattato il centro più famoso di Milano e la responsabile mi ha suggerito di chiamare lei così da evitare di sostenere costose spese per i viaggi. Trapani-Catania è più facile da gestire rispetto a Trapani-Milano”

“ Bene. Come faccio sempre avrei bisogno di farle una visita ma data la distanza la favorisco. Mi invii delle foto e ci risentiamo, così sono in grado di risponderle con precisione”

Le foto non tardarono ad arrivare e così ci risentimmo.

“ La cicatrice è abbastanza pulita, è possibile intervenire senza dover estendere il trattamento a tutta la superficie cutanea del capo ma limitandoci a sfumare nella zona circostante. Questo le permetterà si sottoporsi al trattamento con costi abbastanza modici.

Faremo tre sedute. Due in una settimana e una dopo un mese. Al termine del suo trattamento ci vedremo annualmente”

“ Ho delle domande? È come un intervento chirurgico?”

“ No. È una valida alternativa all’autotrapianto ma non è invasivo. Inoltre possiamo definirlo un trattamento di Camouflage capace di ricreare l’effetto ottico del capello rasato così da coprire la sua cicatrice”

“È definitiva?”

“No. Secondo norma di legge, i pigmenti per il trucco permanente devono essere riassorbibili per garantire la reversibilità del trattamento

“È dolorosa?”

“ No, tranne nella zona frontale e temporale che però nel suo caso non abbiamo necessità di trattare

“Perché non posso risolvere tutto in una sola seduta?”

“Perché per creare un effetto naturale abbiamo bisogno di dare tridimensionalità che si ottiene con la sovrapposizione dei trattamenti. Allo stesso modo, poiché il trattamento è davvero superficiale, con le tre sedute ci assicuriamo che non rimangano aree vuote”

“A che lunghezza dovrò tenere i miei capelli?”

“ 2-3 mm, così che i suoi capelli creino un tutt’uno con l’area cicatriziale trattata e la stessa non si veda più.”

Dopo questa conversazione fissammo il nostro primo appuntamento.

L’uomo in estetica clinica non si racconta a parole. Devo osservare, capire e allo stesso tempo non dire. Devo intervenire rassicurando con azioni e non con espressioni, devo essere capace di spiegare con concetti veloci da interpretare, perché, nonostante negli ultimi anni l’uomo si sia interessato in maniera più attiva alla cura dell’estetica, ci sono aspetti ancora sconosciuti e la tricopigmentazione lo è ancor di più. Inoltre devo essere preparata a domande che hanno a che fare con composizione dei prodotti, tipologia di apparecchiatura e specifiche del trattamento, perché le sue curiosità sono di natura pratica.

Un uomo che cerca una soluzione per la caduta dei capelli è un uomo di carattere, che decide di affrontare un’inestetismo che influisce sulla sua autostima attraverso rimedi certificati e sicuri. Fa ricerche, si documenta, perché lui deve sapere se quando viene in consulenza io gli dico la verità o invento delle spiegazioni.

La consulenza per me è quasi un test di ingresso. Se supero questa fase, confermandogli che può fidarsi di me e mi prenderò cura fino alla fine del suo trattamento, allora tutto il resto sarà un bellissimo viaggio verso la sua rinascita.

Con Alberto è andata così. Non ho capito subito di aver superato il test, perché al termine della prima seduta non ha espresso alcun grado di soddisfazione in merito, ma io sapevo che era andata bene.

Alla seconda seduta mi concentrai maggiormente sulla cicatrice creando un notevole contrasto che qualche giorno dopo indussero Alberto a chiamarmi per esprimermi la sua preoccupazione.

“Dopo la prima seduta ero contento perché ho visto un notevole miglioramento, adesso sono preoccupato, mi sembra peggio”

Il trattamento di tricopigmentazione inizialmente risulta più intenso e questo può dare la sensazione di maggiore visibilità dello stesso, quindi di poca naturalezza ma già dopo pochi giorni tutto ritorna a posto. Con il terzo trattamento abbiamo concluso il nostro percorso e Alberto adesso dovrà solo mantenere il risultato con i ritocchi annuali. Alberto è rimasto soddisfatto? Lascio che sia lui stesso a dirlo:

 

Se vuoi approfondire l’argomento Tricopigmentazione, puoi leggere questo articolo di approfondimento:
Tricopigmentazione: cosa c’è da sapere? e questo: Tricopigmentazione: cos’è e quando si fa?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *